Borsa da sella Minnehaha

Borse da sella ne esistono in ogni foggia e dimensione. Si va dalle minimali capaci di contenere al più una camera di scorta e una coppia di leve per i copertoni a quelle da molti litri di capienza, adatte a portarsi dietro il necessario per un fine settimana a zonzo sui pedali. Tra questi due estremi un mondo vasto per volume, forma e materiali.

La necessità di acquistare un corpetto per le ruote della futura Elessar mi ha costretto a un ordine supplementare rispetto a quanto già fatto; e poiché sia di spedizione che di tasse doganali avrei pagato praticamente lo stesso, ho aggiunto questa piccola e versatile borsa in canvas e cuoio: la Minnehaha Barrel bag, prodotta da Banjo Brothers.

In realtà era già da parecchio che volevo prenderla; cercavo qualcosa di meno ingombrante della Carradice Barley che uso (usavo, la bici non c’è più; ma userò perché la bici ci sarà…), in grado si di contenere camera e attrezzi ma anche qualche snack, le chiavi e pochi altri piccoli oggetti che nella voluminosa Barley finivano per ballonzolare a destra e manca.

Vediamo come è fatta.

La borsa, come recita il nome, ha la caratteristica forma a botticella ed è in pesante tessuto canvas lievemente impermeabile. Disponibile solo in nero e con finiture in cuoio miele.

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Una coppia di asole in cuoio poste nella parte bassa funge da sede per gli anelli a D che supportano un lungo laccetto elastico; e altri due lacci più corti a cui sono fissate delle bandelle in tessuto rifrangente.

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Il loro scopo è assicurare la borsa al telaio della bici per evitare ondeggi. Non sono proprio belli da vedere e chi vuole può facilmente staccarli: sono semplicemente annodati. Fissaggio secondario questo perché quello principale è ovviamente al sellino grazie ai due cinturini in cuoio regolabili.

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Sono lunghi a sufficienza per offrire sia aggancio che facilità di manovra; non sempre è semplice attaccare e staccare quando hai poco margine per tirare. Il cuoio è molto morbido già da nuovo e anche questo rende le operazioni più rapide. Nell’insieme la loro fattura è buona, poco distante da quella a cui ci ha abituato Carradice per offrire un termine di paragone.

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Una saggia idea prevedere le asole doppie. Così è possibile spostare i cinturini per adattarla a selle più o meno larghe oppure, come vedremo, agganciare la borsa al manubrio.

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Tra la possibilità di regolare la larghezza degli attacchi e i lacci elastici, che qui in basso vediamo meglio in dettaglio, direi che questa borsa può essere fissata a qualunque sella a qualunque bici senza problemi.

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La chiusura invece non mi soddisfa appieno. Una patta di cuoio con tre asole in cui far passare un uncino di metallo.

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Vero, le asole consentono si sfruttare meglio il volume interno rispetto a una chiusura fissa e il metallo dell’uncino è di buona qualità e ben rigido. Ma o il sistema è messo in tensione dal contenuto della borsa oppure viaggiando con poco carico alla lunga la patta tende ad aprirsi. Avrei preferito un bottone automatico o, ancora meglio, un cinturino regolabile uguale a quelli per agganciarla al sellino.

Una ulteriore bandella in cuoio è stata assicurata alla parte superiore e funge da attacco per una piccola luce a clip.

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Aprendo la borsa due piacevoli sorprese. La prima è il solido controsostegno in legno per i cinturini da sella, secondo un sistema messo a punto un secolo fa ma tutt’ora valido e retaggio di borse di ottimo livello.

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La seconda è una piastra in leggero materiale plastico che fodera l’interno della borsa consentendole di mantenere la forma anche quando è vuota. Orribile vedere le borse afflosciarsi. Inoltre è anche un ottimo scudo protettivo, evitando che oggetti più appuntiti alla lunga danneggino il tessuto.

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A scongiurare si sposti provvedono tre punti di ancoraggio: davanti è lo stesso rivetto che mantiene l’uncino per la chiusura, dietro una coppia di piccole viti che sfruttano il tondino di legno e quindi tengono in sede anche lui.

Come volume interno la casa dichiara 125 pollici cubici; calcolatrice alla mano e conversioni varie siamo a poco meno di un litro e mezzo di capacità. E con un peso da me rilevato di 220 grammi.

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Non espandibile più di tanto perché la fodera in plastica rigida ha come controindicazione proprio il fatto che la forma quella è e più di tanto non puoi giostrare.

Le misure esterne sono di 22 cm di lunghezza e circa 12 di diametro. Nella foto in basso riporta 10cm ma bisogna sommare i due centimetri dall’estremità del righello all’inizio della scala.

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Il diametro è circa 36 cm, misurato col metro da sarto perché la forma non è perfettamente circolare.

La patta di chiusura ha pregi e difetti. E’ cucita molto “avanzata”: questo significa che impedisce agli oggetti più piccoli di essere sbalzati fuori ma rende anche difficoltoso inserirvi quelli più ingombranti.

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Come test ho provato a infilare due camere d’aria (da 700×35, quindi grosse), un minitool, leve copertoni, un paio di snack, le chiavi, il mio solito notes a copertina rigida e un tascabile da 180 pagine. Col libro ho avuto qualche difficoltà, tutto il resto senza problemi.

Ho recuperato sella e reggisella che mi sono rimasti della mia Elessar e vi ho agganciato la borsa, sfruttando il QR del Bagman per praticità. Pur mancando una bici sotto credo che l’effetto finale sia chiaro.

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E mancando la bici per mostrare la funzione dei laccetti elastici sono ricorso alle immagini prelevate dal sito ufficiale.

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Lo stesso ho fatto per indicare come la borsa possa essere usata anche al manubrio; e in questo caso il sistema di chiusura a uncino si rivela assai pratico perché facilmente manovrabile anche pedalando.

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Pure in questo caso si può notare la funzione di ormeggio dei laccetti elastici.

Questa piccola borsa ha dalla sua un prezzo di acquisto piuttosto vantaggioso, tra i 27 e i 30 dollari US. Peccato in Europa sia abbastanza difficile da reperire, giusto qualcosa in Gran Bretagna. Patria della sua concorrente più diretta, la Carradice Zipped Roll. Che è più grande, offre un più facile acceso al contenuto interno ma costa pure quasi il doppio. Differenza di prezzo che si ridimensiona se acquistiamo la Minnehaha in sterline. Ma il paragone resta comunque poco importante, sono due borse simili ma diverse.

Questa piccola borsetta è ben fatta, di dimensioni contenute ma capace di soddisfare le esigenze di una intera giornata a pedali, sia per quanto riguarda i ricambi da portare con sé che qualche aggiunta come notes, un piccolo libro o una macchina fotografica compatta. Poi ognuno si regola in base alle proprie necessità; per me, che cercavo una seconda borsa più piccola, va bene così. Per altri potrebbe risultare troppo piccola o al contrario troppo grande. Qui, presentandola, posso solo dire che vale i soldi spesi, ha qualche punto che non mi entusiasma ma la sua versatilità la rende comunque appetibile. Mi piace il fatto di poterla usare al manubrio facilmente ma avrei preferito un miglior accesso all’interno. Mi sarebbe piaciuta una chiusura più tenace ma mi è piaciuta la piastra interna che ne mantiene la forma. Insomma, pregi e difetti: ogni ciclista valuterà con la propria bilancia.

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COMMENTS

  • daniele

    Ciao,

    bello l’articolo che hai scritto. Io ero interessato alle borse canvas waterproof panniers di banjo brothers ma nn so dove acquistare. Sul sito ufficiale si paga oltre 30 dollari di spedizione. Tu la borsa sottosella l’hai presa li? Grazie ancora

    daniele

    • Elessarbicycle

      Ciao Daniele, no, l’ho presa da Velo Orange insieme ad alcuni componenti che mi servono. Non ha le panniers. Comunque il problema non sono i 30 $ di spedizione ma quello che pagherai di dogana: gli acquisti dagli USA raramente convengono, io vi ricorro solo se costretto. Poi a quel punto ci metto dentro anche altre cose, come questa borsa.
      Fabio

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