Borsa da portapacchi Zimbale

Oggi vi presento un accessorio poco diffuso e ancor meno conosciuto (anche da molti negozianti) sul suolo patrio e che invece si gode spensierate pedalate oltreoceano: la borsa da portapacchi della coreana Zimbale.

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Zimbale è una factory relativamente giovane se confrontata a quella vera e propria icona delle borse in canvas e cuoio che è la britannica Carradice; ma posso dire che ha fatto tesoro di quanto proposto dalla rivale e seppure la gamma coreana sia abbastanza povera in confronto ai tantissimi prodotti proposti dagli inglesi, quello che c’è è in certi casi anche migliore.

Come avviene spesso, nel ciclismo e nella vita, quando acquistiamo un oggetto non paghiamo solo l’accessorio: vogliamo un pezzo di storia, di tradizione, qualcosa di classico e intramontabile. E sotto questo aspetto la Zimbale è perdente, non può vantare l’aristocratico glamour delle borse inglesi. Rinunciando alla nobiltà e scegliendo per bellezza e qualità l’opzione coreana assume il suo valore. E soprattutto a differenza degli inglesi ha in catalogo questa piccola borsa da due litri di capacità, disegnata (recitano il sito e la targhetta sulla busta) per i portapacchi anteriori Nitto.

Io non ho il Nitto su Elessar, erano in lista però mi innamorai della accoppiata anteriore e posteriore Velo Orange;

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ma l’anteriore statunitense ha dimensioni più o meno analoghe, quindi può ben ospitare questa borsa. Che era in lista insieme alla posteriore da sette litri; presi all’ultimo momento la Carradice Barley che trovai in offerta in uno store inglese dove stavo ordinando altri componenti per la bici perché vinse il puro calcolo economico, risparmiavo parecchio in quella occasione. Colori e finiture sono però troppo diversi tra i due marchi, e con l’anno nuovo arriveranno a tener compagnia a questa simpatica borsetta sia la sorella coreana de sette litri che la più piccola da due litri, sempre con attacco al sellino, da montare a seconda del bisogno del momento. E sarà una buona occasione per confrontare due prodotti analoghi per capienza e materiali, cioè la Carradice Barley attualmente su Elessar e la Zimbale di ugual volume e materiali.

Per adesso questa c’è, nella versione verde (Zimbale la propone anche nera sempre con finiture in cuoio) e guardiamola in dettaglio.

I materiali utilizzati sono tessuto laminato canvas e cuoio, non è impermeabile ma solo leggermente idrorepellente;

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è però possibile aumentarne la resistenza all’acqua usando uno spray reperibile presso i negozi che trattano materiale da campeggio.

Anteriormente troviamo una fascetta in cuoio con impresso il logo e che serve per agganciare una piccola luce con attacco a clip.

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Le viste laterali e di tre quarti mostrano le cinghiette con chiusura in velcro per l’attacco al portapacchi, la tasca aperta per l’inserimento nell’archetto sempre del portapacchi e più esterna la maniglia di trasporto, tutto rifinito in cuoio e, a detta del produttore, cucito a mano.

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La parte superiore è sfruttabile grazie a una corda elastica con fibbia di chiusura a molla, perfetta per dimensionamento per un libro in formato tascabile. Molto radical chic pedalare con una copia di Siddharta in bella vista, oppure un ebook reader e sfogliare il mio libro 🙂

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Considerando le ragguardevoli dimensioni raggiunte dai moderni smartphone, volendo (stringendo bene e mai sullo sconnesso) ci si può assicurare il telefono, magari in funzione navigatore o lettore musicale.

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La base si presenta liscia e senza altre cinghiette.

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Quasi tutto il perimetro è impegnato dalla cerniere di apertura, con due linguette in cuoio per facilitare la presa. Una asola (qui in basso volutamente sollevata per esigenze fotografiche) in tessuto e rifinita in cuoio la nasconde alla vista.

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Ed ecco come appare la borsa con la cerniera non più visibile, molto pulita ed elegante.

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Due i sistemi di ancoraggio al portapacchi. Il primo con quattro fascette chiuse dal velcro.

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Il secondo con una tasca aperta per l’archetto del portapacchi, quelli dove è presente ovviamente.

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La cinghia più esterna in cuoio è una pratica maniglia di trasporto.

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L’apertura è a libro con l’interno liscio. Ho sentito la mancanza di una tasca per piccoli oggetti (soldi, le chiavi che altrimenti vagano liberi saltellando allegramente mentre attraverso tratti in pavè) e non sarebbe stata una cattiva idea pensare un sistema di cinghiette elastiche, magari chiuse con velcro, per fissare meglio il contenuto all’interno della borsa. Contatterò qualche artigiano per vedere se l’aggiunta è fattibile.

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Il volume di carico non è elevato, due litri; ma più che sufficienti per il necessario di una giornata sui pedali. Per dare un senso alle proporzioni ho inserito una borraccia da mezzo litro.

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Le misure esterne rilevate sono circa 230-240mm in lunghezza, 200 in altezza e tra i 110 e 130mm in larghezza. L’incertezza nella misurazione perché la borsa è floscia, quindi margine c’è.

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La borsa l’ho collaudata in una mattinata a zonzo con Elessar, dentro vi ho riposto camera di scorta, minitool e leve per le gomme, qualcosa da mangiare, la macchina fotografica, chiavi e altre piccole cose. Spazio da sfruttare ne è rimasto parecchio, il fatto sia floscia consente di sfruttare meglio il volume disponibile.

L’unico problema è stato sul pavè, dove gli oggetti saltellavano di continuo.

Giunto alla sosta di metà giro mi sono soffermato a guardarla. La borsa è bella, dal vivo meglio che in foto. Il verde è quasi analogo a quello della mia Carradice, il cuoio invece ha una decisa tonalità “carica” che si sposa perfettamente con sella e nastro manubrio. Il tessuto è rigido, da un grande senso di robustezza così come le cuciture. Un poco corte le cinghiette di ancoraggio al portapacchi, ma come detto in apertura questa borsa è stata studiata per i portapacchi Nitto M12 e M18, ambedue un pelo più stretti del mio Velo Orange.

Sarebbe stata più bella anche se decisamente meno pratica una cordicella in cuoio sulla parte superiore in luogo di quella elastica. Ma si può sempre cambiare.

Non posso paragonarla ad altri prodotti semplicemente perché è unica; c’è qualcosa di simile proposto da alcuni produttori americani, ma dal vivo non li ho mai visti.

E’ funzionale? Dipende. Io la volevo anzitutto perché è l’accessorio perfetto per il mio portapacchi; perché volevo qualcosa di meno ingombrante e impegnativo da rimuovere (qui è un attimo staccarla) della Carradice Barley che uso di solito.

In abbinata alla borsa da sella da sette litri consente lo stivaggio di tutto il necessario, e anche del superfluo, per una giornata intera in bici, dai piccoli ricambi e attrezzi a qualche capo di abbigliamento, macchina fotografica, alimenti ecc. Da sola basta e avanza per le uscite della mattinata.

Per altri sarà piccola o grande, ognuno ha esigenze proprie.

Ah si, ora che ci penso un motivo preciso per cui l’ho scelta c’è: mi piace troppo… 🙂

 

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.

COMMENTS

  • Giovanni

    Ciao Fabio
    Sono Giovanni da Livorno e sono un tuo affezionato lettore fin dai tempi del Cicloviaggiatore. Vedo adesso questa borsa Zimbale che sembra fatta a misura del mio Nitto M12.
    Solo che non riesco a trovare dove acquistarla. Mi sai dare qualche dritta?
    Grazie in anticipo e buon anno nuovo. Giovanni

    • Elessarbicycle

      Ciao Giovanni, come puoi vedere dalla data di pubblicazione questo articolo è di due anni fa. Nel frattempo Zimbale ha chiuso per poi riaprire con un nuovo catalogo in cui questa borsa, su misura proprio per il Nitto m12 (un pelo più stretto del VO in foto), non compare più. L’unica è cercare un usato, difficile ma non impossibile.

      Fabio

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