Bontrager Paradigm RL

La scelta della sella è in assoluto quella più personale che ogni ciclista compie. Non esiste la sella giusta per tutti, solo quella che meglio si adatta a noi. E più si entra nel settore specialistico delle selle destinate alle bici sportive più la personalizzazione si fa estrema.

Forma, dimensioni, materiali, peso: ogni sella diversa da una altra, ogni sella adatta non solo alla conformazione del ciclista ma anche al suo stile di pedalata. Carico sul movimento con rapporti duri, arretrato lavorando di agilità, cadenza alta o bassa e così via sono tutti fattori che influenzano la scelta del fondamentale punto di contatto con la bici.

Il comfort con le selle sportive non è mai una priorità, si sopperisce con un buon fondello ai pantaloni. Ma almeno ogni produttore mette in catalogo qualche modello che senza sacrificare troppo la sportività cerca di offrire un poco di comodità in più.

E’ il caso di Bontrager con la sua Paradigm RL, sella sportiva e dalla forma assai gradevole anche alla vista che, pur essendo destinata alle bici da corsa, non ti distrugge dopo una mattinata passata a pedalare sfruttando il suo appoggio.

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Nelle quattro viste fondamentali si notano l’andamento rialzato nella zona posteriore che presenta un buon sviluppo laterale, la punta generosa ma non invadente e il grazioso motivo ad ali di gabbiano che chiude la linea. Aggiungo che la curvatura che si nota nella vista laterale è determinata dalla casa madre a seconda della larghezza della sella. Mi suona un poco marketing fine a se stesso, ma io, da bravo scribacchino, riporto.

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Nella vista dall’alto apprezziamo il foro centrale e il disegno antiscivolo della tomaia.

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A girarsela tra le mani, con questa sua foggia che rimanda alla mente qualche futuristico caccia, quasi dispiace coprirla sedendoci sopra.

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La zona che più mi piace è quella posteriore, dal disegno originale creato sagomando la parte scoperta dello scafo in composito; che nelle intenzioni del costruttore non ha semplice funzione estetica ma dovrebbe garantire un maggior livello di comfort senza sacrificare il sostegno.

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Importante lo sviluppo del “naso”, ben imbottito ma per nulla fastidioso una volta in sella; non c’è quella antipatica pressione che spesso costringe a montare la sella un pelo inclinata in avanti.

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Molto esteso in lunghezza il foro di scarico; per sapere in quanto tempo porterà lo scafo a cedere sarebbe necessario usarla per mesi se non anni. Prima o poi cederà, come sempre avviene con qualunque sella dotata di apertura. Sul quando non posso aiutarvi, l’ho solo testata per un breve giro.

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Titanio per il carrello, dalla foggia classica e adatto a qualunque reggisella presente sul mercato.

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Non manca una scala graduata per ottenere un rapido riferimento sulla distanza.

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Carrello che è infulcrato in due appositi sostegni nella parte posteriore, mentre l’attacco anteriore è protetto alla vista.

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La zona utilizzabile per la regolazione di arretramento/avanzamento è sufficientemente lunga da accontentare ogni posizione.

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Buono il livello di finitura, anche se la scritta e la sottile fascia colorata tendono a usurarsi abbastanza precocemente.

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Tutta la superfice presenta la lavorazione antiscivolo; si è rivelata efficace.

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La lunghezza della sella 270 mm; disponibile in due misure per la larghezza: 128 e 138.

Quella che stiamo vedendo è la versione più larga e una media di otto misurazioni ma ha dato 140mm nella zona più larga. In basso le altre misure.

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Il peso da me rilevato è nella media delle selle sportive coi suoi 230 grammi. Qui abbiamo uno scafo rinforzato con materiali compositi: per scendere di peso bisogna rivolgersi a selle con scafo interamente in fibra di carbonio.

La mia presa di contatto è stata breve. E così deve essere con una sella, altrimenti ci abituiamo e tendiamo naturalmente ad adattarci noi a lei, perdendo di vista pregi e difetti. Pregi e difetti relativi, perché come con ogni sella ci sarà chi la troverà perfetta e chi non riuscirà ad andarci d’accordo.

L’ho montata sulla mia Rose X-Lite Team, cambiando anche il reggisella con uno in alluminio (avevo solo quello sottomano) perché sulla bici uso il sistema Monolink.

Questo ha determinato una minima perdita di tempo a trovare il giusto arretramento non potendo replicare il mio. Come sapete infatti le selle Monolink presentano una zona mediana estremamente filante e richiedono un settaggio diverso.

Trovata una posizione accettabile mi sono concentrato su due fronti: la mobilità dell’interno coscia e il comfort.

Parto dal secondo perché, pur essendo una sella sportiva, non mi ha fatto rimpiangere la scelta di aver indossato un vecchio pantaloncino con fondello minimale. Scelta questa per non falsare le sensazioni grazie a un fondello di alta qualità. Cosa non si fa per amor di verità…

La sella è morbida senza essere cedevole, il foro centrale svolge adeguatamente il suo lavoro, la parte posteriore ben dimensionata offre ottimo appoggio e la punta ben imbottita non è mai fastidiosa. Realmente efficace la lavorazione antiscivolo, che ho apprezzato ancor di più visto il materiale ormai usurato del pantaloncino indossato.

Fastidiosa invece la larghezza della zona mediana/posteriore. Certo, ormai sono abituato alla sella Monolink, molto sottile. Ma probabilmente la versione da 138 resta troppo ampia per me, non un difetto della sella quindi.

Avanzare e arretrare a seconda delle necessità è sempre facile, a patto di avere l’accortezza di sollevarsi quel pelo per evitare il grip della zona di appoggio.

Avanzando a cercare la massima potenza pestando sui pedali ho apprezzato la comodità della punta: sostiene, non cede e non esercita eccessiva pressione. Ma alla lunga si avverte. E’ pur vero che alla fine è un falso problema, non è posizione che si tiene a lungo.

Arretrando in pedalata agile invece ho avvertito netto il contatto continuo con l’estesa zona posteriore. Come detto probabilmente è solo troppo larga per me. Se non fosse stato per questo contrattempo mi sarei goduto la gran comodità che offre in appoggio.

La sella si è rivelata comunque versatile, capace di affrontare sia la postura sportiva (senza arrivare agli eccessi della posizione da crono) e sia quella un poco più rilassata, da lunga distanza.

La Bontrager la dichiara adatta alle posture 2 e 3, che detto così significano nulla. Ma con questa immagine prelevata dal sito ufficiale spero sia più semplice decifrare.

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Non posso dirvi a quale ciclista è adatta la sella in base alla sua conformazione. Oltre la solita tabella indicativa sulle misure non si può andare, la sella la si trova solo provandone diverse.

Posso però dirvi a quale tipo di ciclista è adatta. A quello sportivo, che passa molte ore in sella, affronta percorsi piuttosto vari che richiedono posizione e pedalata sempre differenti e trova sovente asfalto non in buone condizioni. La possibilità di scegliere due diverse larghezze è un plus notevole.

Non è adatta al ciclista turistico, a chi predilige una posizione rialzata.

Il prezzo è nella media per questa tipologia di sella, ma come sempre quello di listino è più alto rispetto alle offerte che è possibile trovare in rete o nei negozi.

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Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • michele

    articolo interessante…. io da neofita ho acquistato la smp glider in sostituzione della ergon… non so se la conosci. vediamo come va!

    • Elessarbicycle

      Ciao Michele, la Glider, come tutte le SMP, è una sella particolare con cui non tutti i ciclisti vanno d’accordo. Usavo un modello turistico su una mia bici, lì mi ci trovavo visto l’assetto. Sulla bdc mai trovato bene con le SMP, non adatte a me. Ma il discorso sulla sella è sempre soggettivo. Oltre un certo livello non esistono selle malfatte, solo selle non adatte a noi.

      Fabio

  • michele

    Ciao Fabio, quando possiamo affermare che una sella è adatta a noi?
    P. es. dopo un’ora in bici un leggero fastidio dove si poggia è indice che dobbiamo fare il “callo” oppure che abbiamo sbagliato sella???

    • Elessarbicycle

      Difficile stabilirlo a distanza. Andrebbe anzitutto verificato se l’assetto è giusto, prese le misure al ciclista e controllato se la sella è nel range corretto in base allo sviluppo delle ossa ischiatiche e poi da lì valutare. Inoltre “leggero fastidio” non aiuta a comprendere. Mi spiace Michele, ma se hai scelto la sella giusta o no da qui proprio non posso dirlo.

      Fabio

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