Bikezac

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Introduzione

Con l’autunno sapete che ho l’abitudine di aprire finestre sul ciclismo urbano: e cosa c’è di più urbacyclist dell’andare a far la spesa in bicicletta?

Forse non pedaliamo tutti i giorni; di sicuro ogni giorno mangiamo. Qualcuno deve andare a rifornire la dispensa, perché le pietanze non compaiono per magia sulla tavola imbandita: come invece crede mia moglie che (quasi) ogni sera puff! vede rinnovarsi l’incantesimo.

Si è capito che il qualcuno sono io; e sapete che è mia abitudine usare la bici anche per queste incombenze.

Nel tempo ho sviluppato le strategie più diverse per il trasporto. Dalle classiche borse da cicloturismo agli zaini da escursione per le scorte; e da piccole panniers a tracolle varie per le esigenze quotidiane o piccoli carichi.

Ho spesso con me poi un piccolo ma robustissimo zainetto in tessuto che sopporta pure 10kg; perché sempre arriva la telefonata mentre sto rientrando: “Fabio, è finito il caffè e visto che ti trovi prendi pure qualcosa di dolce per stasera, il latte, se trovi le mele annurche prendile, magari qualche banana e che dici, due castagne le facciamo? La Nutella sta a metà barattolo vedi tu; ah, aspetta, ora vedo se serve qualcosa a tua figlia…”. Ma perché, non è pure figlia tua? Ah giusto, cara moglie, lo sai che quando è per la principessa non dico mai no. Subdola…

E come sempre deve avvenire, in questi casi ho dimenticato a casa lo zainetto, e invece di un pacchetto di caffè che potrei tranquillamente infilare in borsa mi ritrovo con le classiche sporte stracolme.

Ho anche una notevole collezione di borse shopper, quelle riutilizzabili; perché dico da anni che abbiamo invaso il mondo con troppa plastica e evito di contribuire se posso. Però, anche qui, le dimentico sempre a casa e ogni volta ne compro di nuove che poi dimentico la volta successiva per comprarne altre e via all’infinito. Vabbè.

Borse che però non posso attaccare alla bici e quindi il rientro è sempre a piedi: con una mano la spesa fatta, con l’altra spingo la bici e via a camminare. Riflettendo su tante possibili soluzioni.

Una fra tutte: borse shopper con uncini per fissarle al portapacchi.

E quando finalmente ho in mente come fare e che materiale mi serve per costruirne qualcuna ecco che zac! arriva Bikezac con le shopper da portapacchi belle e fatte.

Una idea semplice, un costo d’acquisto bassissimo, tanta praticità. 

Non mi sorprende che Bikezac nasca a Copeneghen, patria dello spostamento urbano in bici. E’ stato bravo il fondatore e CEO Nikolai Gulmann. Un ragazzo con le idee chiare e col suo staff capace di tirar su una efficacissima campagna di marketing, basata soprattutto sulle immagini.

Perché, oggettivamente, di tecnica ciclistica qui c’è poco o nulla; c’è tanta comodità nella quotidiana vita sui pedali, questa si che abbonda.

Mi adeguo al prodotto, quindi il test avrà impaginazione ridotta: oltre questo paragrafo introduttivo avremo quello per scoprire come sono fatte e chiuderemo con prova su strada e conclusioni riunite insieme.

Voltiamo pagina.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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