Bikepacking Pro Bike Gear Discover

La prova su strada

Tempo di lettura: 10 minuti

La prova su strada 

Prima volta che pubblico un test sul bikepacking, novità per questo blog.

Confesso: è un settore che non mi ha mai intrigato troppo, sono un tradizionalista del portapacchi e borse.

E quindi la prima operazione non è stata testare questo set Pro Bike Gear Discover ma stabilire come testarlo e su quali aspetti lavorare.

La capacità di carico? Senza dubbio, ma non basta.

L’impermeabilità? Importantissima, ma non basta.

La stabilità? Si, è proprio da qui che devo partire.

Perché chi sceglie il bikepacking, al di là della moda, lo fa per ottenere migliore guidabilità della bici. Ma se le borse sono poco stabili, una su tutte quella da sella, hai vanificato proprio la qualità che cerchi.

E la stabilità la determinano due fattori: il sistema di aggancio e il modo in cui hai riempito la borsa.

Concentrare gli oggetti più pesanti vicino al reggisella, che però è anche il settore più sottile, è la strategia migliore.

Ma qui non è un test sul bikepacking in generale né un confronto sulle due filosofie nel trasporto bagaglio (che arriverà, non so quando ma avrò un set di borse da portapacchi proprio per ampliare il discorso): qui dobbiamo parlare di questo set Discover.

E lo faccio partendo dalla grossa borsa da sella.

Il sistema di attacco al sellino a doppia cinghia regolabile è ben fatto e studiato. Si estende abbastanza da assicurare buona tenuta a borsa parzialmente carica, qualcosa naturalmente perde se la borsa è sfruttata al massimo della capienza. Diventa lunga, poco da fare.

Ma nulla più di quanto avviene con qualunque borsa da bikepacking; anzi, con qualcosa in meno.

Perché davvero ben studiato è il sistema di aggancio al reggisella. Che seppur lontano quando la borsa è in massima estensione presenta due punti forti.

Il primo è la tenacia delle cinghie in velcro esterne, puoi tenderle con facilità serrando forte.

Il secondo, e avrei dovuto citare lui per primo, è la presenza dei due cuscinetti in neoprene. Che assicurano un superiore apporto di grip, lavorando attivamente per scongiurare e/o limitare la rotazione della borsa.

Cuscinetti che presentano un ulteriore pregio: distanziano bene la borsa, toccare con l’interno coscia è impossibile.

Ho fatto la prova con due differenti reggisella, uno con offset classico di 20mm, altro con offset 0. In nessuno dei due casi ho subito fastidiosi contatti.

Posso dire che il primo punto, la stabilità, è risolto con promozione completa.

Ora il secondo punto fondamentale, perché chi sceglie il bikepacking lo fa per avere una bici più agile rispetto alle classiche borse da portapacchi.

Per meglio rendermene conto ho portato il test all’estremo, rimuovendo ogni altra borsa e caricando al massimo della capienza e con un peso complessivo di 9kg solo la borsa da sella. Ben superiore a quello che si avrebbe rispettando le necessità di una viaggio di media durata, e spropositato se partiamo per il fine settimana.

La bici ne è risultata ovviamente sbilanciata, il baricentro si è alzato e nelle curve più strette una certa tendenza a cader giù l’ho rilevata.

Ma trattandosi di un carico fuori norma, posso dire che alla fine non ho riscontrato evidenti limiti, se non quelli indotti artificialmente da me.

La borsa ha mostrato buona stabilità in strada, sufficiente in fuoristrada dove affrontando asperità in rapida successione qualche risonanza c’è stata; l’avantreno ha perso poco o nulla della sua precisione e solo quando la scimmia ha preso il sopravvento è stato prudenziale variare la presa al manubrio, pedalando in presa dietro i comandi per caricare meglio l’anteriore.

Riportando il tutto nella sua giusta dimensione, cioè con carico normale, quello che poi effettivamente uno si porterebbe dietro in un viaggio con la bella stagione e quindi un peso nella borsa praticamente dimezzato, manco ti accorgi di averla.

Te ne dimentichi e per chi, come me, non è abituato all’uso di tali borse beh, un certo imbarazzo nello scendere di sella, quando più volte ho agganciato la borsa col tallone rischiando grame figuracce…

A proposito di carico; utile il cordino elastico sulla parte alta, si è rivelato pratico per assicurarvi oggetti leggeri ma ingombranti. Per esempio una mantellina o una felpa leggera.

Ho sfruttato, poco ortodosso lo so, anche le “tasche” che si creano con la piastra a cui sono assicurate le cinghie di compressione, quella che governano la chiusura della borsa.

Sono regolabili, le cinghie intendo, e in più di una occasione ho sfruttato la fascia per piccoli oggetti leggeri, per esempio dei guanti lunghi ché durante i test uscivi che sembrava estate e ti ritrovavi dopo due ore in inverno pieno.

L’impermeabilità l’affronto alla fine del paragrafo, il materiale è identico per ogni borsa, non ha senso dividere.

Divisione che invece serve per apprezzare le doti delle altre borse; e anche un limite, con riferimento alla borsa lunga da telaio.

E’ comoda, entra parecchia roba, cosa metterci dentro però non può rispecchiare solo l’utilità. Non possiamo cioè affidarci a lei per riporvi ciò che per noi è comodo avere subito sottomano.

La borsa è sottile, sfinata. Ma è floscia (semirigida in realtà, ma per il tessuto più che per la struttura) e tende a gonfiarsi se inseriamo oggetti più ingombranti. 

Ci trae in inganno il fatto che entrino, e noi riempiamo.

Finché non si crea il “bozzo”, quel bel rigonfiamento che unito allo spessore aggiuntivo delle (utilissime) bandelle antipioggia inducono allo sfregamento tra queste e l’interno ginocchio.

Problema, anche questo, comune a tutte le borse da bikepacking flosce. Qui lo avverti un poco di più per due ragioni.

La prima sono le citate bandelle antipioggia, una per lato.

La seconda è la lunga tasca sinistra, dalla foggia sottile: praticamente un lungo portafoglio. Qualunque oggetto più spesso di 2cm inserisci qui, lo senti sul ginocchio.

Quindi, alla fine, più che limite oggettivo della borsa, visto che analoghe difficoltà le hanno un poco tutti, c’è da valutare bene cosa inserire.

Perché sfruttandola in modo corretto ne vien fuori una bella capienza; al da là dei 5,5 L, che son tanti, la profonda tasca destra permette di riporre una quantità di cose, anche a tutta lunghezza. Perché ha un divisorio interno che la separa a metà, ma è divisorio in velcro, apribile. 

Ecco allora che, per esempio, i lunghi picchetti della tenda possono andar lì; togliendoli dalla borsa da manubrio se, usando una piega gravel poco aperta o una piega classica, posto per loro non c’è.

Il sistema di attacco al telaio è tenace, molto; come tutti gli attacchi di questo set Pro Bike Gear Discover.

Tre fasce, due sopra una dietro, e non si sente la mancanza di un ulteriore attacco frontale. Vero che ho usato due bici della mia taglia (orbito sul 53 classico) di cui una con sloping accentuato e quindi, riducendosi lo spazio, la zona anteriore della borsa era praticamente incastrata dietro il tubo sterzo. Forse con telai oversize si potrebbe creare un poco di luce. Non so, non avendo disponibilità di bici fuori misura, non ho potuto verificare. 

Le cerniere scorrono che è un piacere, l’anello gommato offre ottima presa e puoi aprire i vani della borsa con una sola mano, mentre pedali, prendere ciò che ti serve e richiudere sempre con una mano sola.

C’è poi un secondo limite, ma anche qui mi trovo dinanzi a un problema comune a ogni borsa da bikepacking inserita nel triangolo, soprattutto se i telai son più piccini e sloping: l’accesso alle borracce.

Come avrete notato in foto, li ho rimossi. Per pulizia della linea, è vero.

Ma anche perché mi erano inutili, non riuscivo a estrarre la borraccia dall’alto. Con un portaborraccia a estrazione laterale il problema è risolto. Purtroppo a causa del maltempo continuo ho dovuto sfruttare le minime tregue per le foto e i portaborraccia ad estrazione laterale mi sono stati consegnati molto dopo le uscite per le immagini che corredano questo articolo. Alla prima occasione utile, aggiornerò.  

E comunque, visto che è una difficoltà che riguarda più il bikepacking in generale che questa borsa, lo riporto come limite generale e non soggettivo.

Tra l’altro strettamente connesso alla bici usata; perché altro telaio, più tradizionale nelle geometrie, mi ha permesso di usare il portaborraccia anteriore; e se quello al tubo piantone fosse stato infulcrato appena più basso, avrei sfruttato pure lui. 

Poi viene la piccola borsa da telaio, quella a cui vi ho detto mi sono affezionato.

Ha praticità da vendere, non si smuove di un millimetro agendo sulla cerniera mentre pedali, permette di liberare le tasche della maglia e davvero entra tanta roba, più di quanto i 0,75 L di capienza facciano immaginare.

Io, a seconda dell’uscita (e vi ricordo che ormai esco solo per i test, quindi ho necessità di avere con me oggetti che un ciclista solitamente non porta) ho inserito sempre telefono (schermo 5,7″) e chiavi; flaconcino disinfettante, minipompa (12 cm), camera d’aria e leve, minitool, un paio di banconote nella tasca a rete interna, macchina fotografica compatta, notes, pezze adesive per le forature ecc ecc. Non sempre tutto insieme ma quasi.

E poi c’è l’utile cordino elastico, in più di una occasione è stato lì che ho assicurato la mantellina.

Infine viene la borsa da manubrio, quella che non posso definire borsa e che mi ha creato difficoltà per inquadrarla.

Di fatto ha un unico utilizzo: avvolgi la tenda (se la piega lo permette), o il sacco a pelo ed è finita lì. Oppure una leggera sacca in nylon con dentro oggetti non troppo pesanti e avvolgi lei. 

Almeno finché non ho preso una sottile sacca cilindrica, 15 L di capienza, ho messo dentro varia roba portando il peso a circa 2,5 kg (che son tanti, badate) e me ne sono andato a zonzo per campi e sentieri, per capire se me la perdevo.

Nisba, anzi. Stabilissima, facile da regolare, e stringere; comoda tanto anche qui la retina anteriore a cordino elastico.

E soprattutto furbi i cuscinetti in neoprene, identici a quelli usati sulla borsa da sella.

Oltre ad assicurare un plus nel grip, distanziano quanto serve la borsa dalla piega, senza creare contatto pedalando in presa alta. Nemmeno con guanti invernali.

La presa dietro i comandi è libera, ma resta comunque condizionata dalla foggia della piega e da come abbiamo usato questa borsa.

E adesso due parole sull’impermeabilità. Anzi una sola: perfetta.

Dopo 15 minuti sotto l’azione dell’idropulitrice, che è come farsi due ore di pioggia battente, nessuna borsa ha mostrato infiltrazioni. Il contenuto sempre perfettamente asciutto.

Solo con la borsa da manubrio qualcosa è filtrato, di lato. Ma ho puntato il getto proprio direttamente o quasi.

Ultime note per la sicurezza.

Approvo, sempre, quando una azienda inserisce elementi riflettenti.

Ottima la fitta cornice del piccolo borsino, però nulla c’è sull’altro lato

Valida ma troppo influenzata da orientamento e capienza la lunga striscia presente sul retro della borsa da sella; lateralmente qualcosa fanno le asole del cordino elastico ma a che qui tutto dipende da quanto è piena la borsa 

Stesse asole che accolgono il cordino elastico sulla borsa da manubrio, dove risultano efficaci vista la disposizione.

Appena due linguette, in posizione che una volta in sella è nascosta dalle gambe, per la lunga borsa da telaio.

Ecco, qui che c’è spazio in abbondanza, avrei insistito.

Ne sappiamo quanto serve, possiamo stilare il bilancio conclusivo.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Bella recensione e bellissime le borse, non so come faccia il tuo amico ma io forse riuscirei a stiparci tutto solo per un week-end.

    • Elessarbicycle

      Ciao Beatrice, questione di necessità, che fan virtù.
      Qui, per esempio, io sfruttavo solo un vano della borsa da serbatoio e un piccolo spazio in una delle borse laterali.
      Il resto roba di mia moglie…
      Vabbè, però faticava il motore 😀

  • Paolo Mori

    So che è una domanda senza una risposta semplice e generale, ma sono gradite considerazioni in merito: in termini di sensazioni di guida, che differenza c’é fra una borsa al manubrio stile bikepacking (con 2-3 kg max di carico, possibilmente meno) e una classica borsa anteriore con portapacchi, stile rando? Questo considerando una bici standard, non una ottimizzata per un carico anteriore

    • Elessarbicycle

      Ciao Paolo, molto influenza il peso.
      Con questa “copertura” non ho superato i 2,5kg, che non sono pochi.
      Con un buon portapacchi da rando (quindi carico alto, non come i low rider) ho sempre usato più peso.
      In linea di massima mi sono trovato in alcune situazioni, soprattutto sconnesso e fuoristrada, meglio con il carico attaccato al manubrio. Lo impugnavo, avevo miglior controllo.
      Con peso sul portapacchi lo hai “separato”, spostato, senti che la ruota anteriore è meno precisa su sconnesso e fuoristrada. Però se hai bilanciato bene vai su asfalto pure senza mani, con questa borsa da bikepacking no, non ti senti sicuro a lasciare la piega.
      Diciamo che se facessi solo asfalto preferirei il portapacchi.

      Fabio

  • Luca

    Ciao Fabio, ottima e interessante recessione. Forse ti è sfuggito che 1 bar sono circa 10.000 mm d’acqua. Buon lavoro e continua così. PS come mai il set è fotografato solo con la holdsworth? Che altre bici hai usato per il test? Suppongo Rain e…..?

  • Luca

    Scusa intendevo raun….

    • Elessarbicycle

      Ciao Luca, uno pari coi refusi 😀
      Scherzi a parte, grazie per avermelo fatto notare, un refuso se sfugge all’inizio poi te lo trascini per sempre.
      Oltre Raun mi sono fatto prestare una Bianchi Zurigo.
      Usato solo la Mystique per le foto per necessità logistiche, causa maltempo non ho potuto affrontare la trasferta solita che svolgo su più giorni e con più bici e materiale al seguito.
      Ho tutti gli altri test finiti e pronti per la pubblicazione; ma in attesa proprio perché non troviamo la pausa meteo che ci serve e senza foto in esterno son bruttini

      Fabio

  • Mattia

    Ciao! Ottimo articolo, cercavo informazioni proprio su queste borse in quanto avrei intenzione di passare qualche weekend in sella la prossima estate.
    La borsa da sella si riesce ad utilizzare anche a mezzo (o meno) carico? Questo perché la utilizzerei in inverno per mettere una maglietta asciutta-guanti invernali.
    Inoltre mi puoi dire quali parametri hai considerato per farti escludere dal test le borse della concorrenza?

    Grazie.
    Mattia

    • Elessarbicycle

      Ciao Mattia, si, la borsa da sella è facilmente sfruttabile anche a mezza capienza. Solo una maglietta e dei guanti però è davvero ben poco, occupano un decimo scarso dello spazio disponibile.
      Tra i parametri fondamentali c’erano l’impermeabilità assoluta e il prezzo finale; e una borsa da manubrio facilmente adattabile a pieghe gravel dal flare minimo.
      Trovi qualcosa davvero stagno, per esempio, ma a un costo triplo. Io non volevo superare a listino un certo budget. Bello recensire borse da 500 euro, ma serve a pochi…
      Ogni tanto seleziono qualcosa che piace a me, ma è raro: cerco sempre cosa può essere meglio per tanti.
      Fabio

  • luigi italiano

    la mia personale esperienza sul borsino tubo orizzontale e’ che una dimensione in lunghezza inferiore ai 22 cm ( meglio se qualche cm in piu’ ) a me e’ insufficiente ( il mio huawei ci entra a incastro e non deve esserci null’altro allinterno del borsino . saluti- Luigi

    • Elessarbicycle

      Ciao Luigi, ignoro le dimensioni del tuo smartphone.
      All’atto pratico, perché sempre provo ciò che scrivo, il mio Asus che piccino non è (la poca vista impone schermi grandi…) come ho scritto nel test ci entra benissimo e avanza spazio.
      Come si può vedere in questo rapido confronto fotografico, una volta inserito il telefono il borsino è praticamente vuoto.

      Fabio

      • luigi italiano

        Ciao Elessarbicycle ;non essendo un confronto tra varie marche di prodotti ho cercato di esprimere i mie giudizi di insoddisfazione su borselli da top tube inferiori ai 22cm e di qualsiasi marca . il mio huawai e’ lungo 15,5cm e largo 8 e nonostante abbia misure ” contenute” , ho dovuto abbandonare l’abitudine di inserirlo nei miei 2 ( di marche diverse ) borselli top tube e di usufruire invece della sacca al telaio che e’ molto piu’ comoda per abbinarci un powerbank e tanti altre cosucce varie. Felicissimo per che riesce a utilizzare il cellulare nei borselli top tube , io ci ho rinunciato e Non e’ una questione di Brand ma esclusivamente di CM . Ottima recensione ,come sempre. saluti Luigi

        • Elessarbicycle

          Ciao Luigi, questa è la recensione di uno specifico set. Puoi comprendere come abbia il dovere nei vostri confronti di fornire informazioni certe e verificate. Se con borse di altra marca non entra un telefono non posso dirlo, non le ho recensite.
          Ma queste si e posso confermare, come si è visto, l’effettiva capacità.
          Se e quando testerò altri set, anche con loro verificherò ogni aspetto, come sempre nei miei test.
          Per ora posso solo garantire la notevole sfruttabilità di questo borsello, che sto continuando a usare proprio per la sua praticità. E in futuro, appena riuscirò, aggiornerò questo articolo con altre immagini perché ho da poco ricevuto un telaio gravel dotato di occhielli all’orizzontale destinati proprio a questa tipologia di borse.
          Non si lascia nulla al caso 😀

          Fabio

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