Auguri per due

Auguri doppi, perché oggi è Natale ma anche il primo compleanno del blog.

0401 Babbo Natale bicicletta0402 Torta bicicletta

 

 

Lo scorso 25 dicembre pubblicavo infatti l’articolo di apertura “Elessar, la mia gemma”.

Senza grande convinzione, senza sapere se avrei proseguito, senza grandi aspettative di trovare qualcuno cui potessero interessare le mie parole.

Un blog nato per ingannare il tempo in attesa di riuscire a completare Elessar, e perché scrivere mi piace e a volte, da quando mi sono, diciamo così, ritirato, ne sento la nostalgia.

Mi ero prefissato un obiettivo, almeno un migliaio di visite in un anno. Dopo dodici mesi avrei fatto il bilancio: al di sotto di questa cifra minima, voleva dire che interessavo nessuno e potevo chiudere.

Sono a un soffio da quota trentamila, la rubrica de “L’officina in casa” sta entrando nel vivo, ho il piacere di interloquire con persone che condividono il mio modo di vedere le cose, posso scrivere quello che mi pare e quando mi pare senza la dead line dell’invio per la composizione o il timore (che non mi ha mai fermato, motivo per cui alla fine ho preferito ritirarmi) di scontentare qualche inserzionista; insomma, sono libero di fare quello che mi pare. Mica poco.

Rispondendo a Fabrizio nell’articolo precedente a questo, dopo che avevo mal compreso una sua frase, ho detto che a scrivere per il pubblico una dose di vanità è necessaria.

Che è la stessa che spinge l’attore a calcare il palcoscenico o l’artista a esporre un quadro.

Non vacua vanità, che degenera in esibizionismo, ma la “necessità” di tirar fuori ciò che si ha dentro e donarlo agli altri.

Troppo pretenzioso per un blog di biciclettine? Forse, ma sono un romantico, ancora mi emoziono, capace di commuovermi sulle pagine di un libro o in cima alla salita che ritenevo impossibile.

Questo blog è in continua evoluzione, o forse semplicemente rispecchia la curiosità che mi rende irrequieto.

Passo da articoli squisitamente tecnici ad altri dove lascio libere le mani di correre sulla tastiera, inseguendo pensieri che riaffiorano mentre scrivo.

Davanti al monitor impietosamente bianco (che ha sostituito il foglio…), quando proprio non sai che pesci prendere, il mio mentore mi diceva di fermarmi e lasciar sedimentare.

Perché l’ispirazione (scusate: suona presuntuoso, ma non so come chiamarla altrimenti) sarebbe arrivata.

E arriva. E’ quel momento magico in cui le parole fino a qualche attimo prima chiuse in luoghi inaccessibili iniziano a fluire veloci, le dita battono frenetiche sui tasti nel timore di essere troppo lente, incapaci di afferrarle imprigionandole nel testo; e poi il piacere di rileggere con calma, assaporando il ritmo, limando le spigolature, pesando le parole col bilancino del farmacista e godendosi, passatemelo, l’estetica del testo scritto. Perché una estetica c’è, forse la vedo solo io, ma tanto mi basta. Mi perdo alla ricerca della miglior costruzione del periodo, mi soffermo indeciso tra la perentorietà di un punto e il breve respiro di una virgola; sovente preferendo l’indolenza di un punto e virgola.

Il mio mentore mi insegnò anche che nessuno ti ricorda per quello che hai cancellato: solo per ciò che pubblichi.

Nessun rimpianto allora a lavorare con l’accetta per potare l’articolo di tutte le parti inutili o scritte male. Purtroppo in qualche caso, per non lasciar trascorrere troppo tempo tra una pubblicazione e l’altra, non sono stato preciso nella stesura o nella revisione come avrei dovuto.

Ora, spero, non più. Preferisco prendermi il tempo necessario, soprattutto per gli argomenti tecnici, e pubblicare solo quando l’articolo lo meriterà.

Questo blog può piacere o meno, può essere utile ai lettori o no, non lo so.

In questi dodici mesi ho capito che serve a me, che mi da gioia curarlo, crescerlo. E si, lo confesso, appaga anche la mia vanità. Il vostro appoggio, i vostri consigli e gli interventi sono però la linfa che mi sostiene, senza cadrebbe tutto, e di questo vi ringrazio.

Buon Natale

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.

COMMENTS

  • Andrea Battistin

    Ciao Fabio , tanti auguri di Buon Natale a cui vanno aggiunti i migliori auguri per la prima candelina di questo essenziale blog. Grazie di cuore per tutto il lavoro che porti avanti e per la tua passione che metti nel giusto spirito di condivisione.

  • Fabrizio

    Tanti auguri Fabio,
    questa poesia di Kavafis credo ti sarà gradita.

    IL PRIMO SCALINO

    Èumene, giovanissimo poeta,
    si lamentava un giorno con Teocrito:
    «Due anni sono già da quando scrivo,
    e non ho fatto che un idillio solo:
    è l’unico lavoro mio compiuto.
    Povero me, lo vedo bene, è alta,
    molto alta la scala di Poesia.
    Sono soltanto sul primo scalino:
    povero me, che non andrò più su».
    Gli rispose Teocrito: «Stonate
    sono, e blasfeme queste tue parole.
    Sei sul primo gradino della scala?
    Fiero devi sentirtene, e felice.
    Essere giunto qua non è da poco;
    quanto hai fatto non è piccola gloria.
    Anche il primo gradino della scala
    è tanto lungi dal volgo profano.
    Se vuoi posarvi il piede, entrare devi
    nella Città sublime delle Idee
    col tuo diritto di cittadinanza.
    Ed è cosa difficile e assai rara
    che t’iscrivano là fra i cittadini.
    E dei legislatori del suo foro
    nessun avventuriero si fa scherno.
    Essere giunto qua non è da poco;
    quanto hai fatto non è piccola gloria».

  • Buon Natale, Fabio! Complimenti per il blog! Sempre avanti così!

  • Fabrizio Ruggeri

    Leggevo le tue risposte su BDC forum, e concordo con il fatto che, a volte, si danno perle ai porci…
    Per me questo blog è fonte di ispirazione e conoscenza, e la scelta di pubblicare solo quello che trovi veramente essenziale mi trova concorde.
    Continua così, e se non disturbo ti contatterò per un consiglio tecnico.
    Buon Anno a te e a tutti i lettori del blog.

    Fabrizio Ruggeri from Parma

    • Ciao Fabrizio, grazie per gli auguri, che ricambio di cuore.
      Si, puoi contattarmi, trovi l’indirizzo mail in alto, cliccando “Perché questo blog e contatti”.
      Una risposta arriva sempre, se immediata o meno dipende dal momento. Se sono in fase di cazzeggio totale al pc, rispondo quasi subito. Se sono indaffarato a procurarmi la pagnotta, i tempi si allungano.
      Perle ai porci dici? Beh, non sono così drastico, anche se a volte (ultimamente sempre più spesso…) trovo fastidioso il tenore di certe risposte sui forum, e su bdc-forum in particolare.
      Evito di scrivere a casaccio, se una cosa non la so (e sono tante) taccio. Se una cosa la so, la dico. Però effettivamente mi scoraggio quando dopo aver pubblicato una risposta, per nulla semplice come quelle che riguardano bicicletta con qualche decade sulle spalle, che mi ha richiesto non poco tempo per cercare le conferme alla mia memoria che vacilla, ti rispondono con velato sarcasmo. Oppure scrivo una cosa, per sembrare più bravi o per voglia di polemica rispondono con altro che c’entra nulla; spesso sbagliando, tra l’altro.
      Ma è anche vero che nessuno mi obbliga, quindi potrei semplicemente evitare. Però son fatto così, se posso aiutare, aiuto. Punto.

      Buon S. Stefano

      Fabio

  • Fabrizio Ruggeri

    Perle ai porci una volta scritto risulta effettivamente drastico, però leggendo alcuni passaggi sul topic della Peugeot anni ’80 mi sono effettivamente cadute le braccia…
    Seguirò attentamente i post sull’ assemblaggio ruote, l’ argomento sul quale sono più carente.
    Buon Santo Stefano anche a te.

    Fabrizio Ruggeri

    • Si, avevo proprio quel topic in mente quando ti ho risposto…
      Per l’assemblaggio delle ruote ancora un poco di pazienza; sto al pc a sistemare le foto per la procedura di misurazione del mozzo. Qualche difficoltà a tracciare le linee di misura sulle immagini, il massimo delle mie competenze grafico/tecnologiche si fermano al paint di windows…
      Spero di metterlo online entro tre/quattro giorni. La misurazione del mozzo è una di quelle operazioni semplici da eseguire, difficilissime da spiegare a parole.
      Fabio

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