Ancora tanto lavoro sulla bici che verrà e sul blog

Piano piano stiamo sistemando i tantissimi problemi tecnici del blog.

Questa che vedete è ancora una versione provvisoria, purtroppo l’home page con i diversi “blocchi” legati alle singole categorie e che consentivano un rapido colpo d’occhio dei molti e vari contenuti del blog sono difficili da ripristinare. Non per nostra colpa, WordPress ha rilasciato un aggiornamento, questo si installa in automatico e non puoi impedirlo (o se puoi io non so come) e ha mandato in tilt il tema grafico.

Il produttore del tema ha rilasciato una patch, perché ovviamente non sono l’unico ad avere avuto lo stesso inconveniente. Ma serve a ben poco. Tutto il blog è ancora provvisorio quindi, e non prestate caso se colore e carattere non sono giusti (come in questo articolo) o altre manchevolezze come i link non formattati in modo diverso dal testo. Provvederemo.

Il blog così, con questa impaginazione povera e di difficile consultazione è un grave danno per me; lo vedo dalle statistiche, con le visite crollate negli ultimi giorni. E le visite sono la moneta che posso spendere con le Case per ottenere ciò che mi serve per i contenuti. Ma posso farci poco se non tempestare Antonello di messaggi. Che, poverino, ci lavora, ma sia per me che per lui il blog è pur sempre qualcosa che richiede moltissimo tempo, un impegno infinito ma non ci sfama di certo. E quindi possiamo lavorarci solo dopo aver lavorato ai nostri impegni per pagarci pagnotta e bollette.

A questo punto non so nemmeno se conviene passare a un tema grafico diverso, più stabile e funzionante. Di sicuro tutto questo tempo per occuparmi delle mille difficoltà tecniche io non lo tengo. Il blog vive di contenuti non di grafica carina. Che serve, per carità; ma se impazzisco giorni per la grafica quando scrivo?

A tutto questo devo aggiungere due bici completate in questi giorni e due progetti a cui tengo molto.

Una bici su base telaio Velo Orange da offrire al pubblico e la mia nuova Elessar.

La seconda sta pian piano prendendo forma sul banco di Antonio Taverna, con congiunzioni acquistate da me perché irreperibili in Italia e con specifiche tecniche che qualche problema per dimensioni e ingombri lo stanno creando; nonché per la scelta delle tubazioni. Insomma, nulla è semplice come sembra ma sono sicuro risolveremo tutto.

La prima è difficile. Può sembrarvi strano ma è molto più semplice progettare una bici personalizzata sulle esigenze di un solo ciclista. Richiede una quantità di tempo infinita ma alla fine puoi calibrare ogni decisione su quelle specifiche esigenze, senza curarti se poi non andrà bene a nessun altro ciclista.

Qui invece sono al lavoro su una bici che vorrebbe accontentare una quantità di pedalatori. La voglio comoda, facile da curare senza dover impazzire con la manutenzione, adatta a quasi ogni terreno, godibile anche col peso del bagaglio ma piacevole da usare scarica con piglio allegro, carina ma non una bomboniera scintillante che ti vien paura infangarla, assolutamente affidabile e montata con componenti di qualità ma non (troppo) costosi. La voglio semplice da modificare nell’assetto e nella configurazione, accessoriabile senza difficoltà a piacimento. Nuda, senza orpelli vari, da aggiungere dopo se si vuole; meglio se godendo la bellezza della semplicità.

Voglio una bici che a guardarla ferma sul cavalletto da camera ti vien voglia di saltare in sella e pedalare, senza curarsi di come si è vestiti e delle strade dove la fantasia ci condurrà.

Voglio una bici che a guardarla non faccia per forza gridare al miracolo; ma la voglio da scoprire una volta in sella, apprezzandola di più ogni giro di pedale.

Voglio molto, forse troppo. Voglio la bici che non c’è.

Antonello insiste a chiedermi chi sarà il competitor, con quale bici intendo scontrarmi. Con nessuna, voglio la mia bici.

Una prima presa di contatto con il telaio, seppure frustrata dalla taglia piccola per me, mi ha confermato averci visto giusto nel scegliere il Pass Hunter disc come base di partenza. Ma la bici che ho montato per Marco, il proprietario e suo malgrado cavia, è troppo diversa da quella che ho in mente per offrire un valido riscontro. Eppure il potenziale c’è, il difficile sarà anzitutto far accettare ad Antonello, che è il mio socio in questa avventura nonché voce critica, avvocato del diavolo e gestore della cassa con occhio attento alle spese, le mie scelte a prima vista contraddittorie, come per esempio le ruote di impostazione più sportiva. Ma tanto alla fine vincerò io, la bici la “inventerò” come dico e secondo i miei parametri.

Vi faccio un solo breve esempio sull’impostazione che mi sono dato, prendendo a esame un componente che per molti appare secondario: l’attacco manubrio.

Ho scelto di usare il Velo Orange Tall-stack.

6297 Attacco manubrio velo orange

E non perché è Velo Orange, potrei usarlo di qualunque altra marca ma visto che gli americani lo hanno tanto vale rifornirmi lì. La motivazione è tecnica oltre che pratica.

Con un attacco tradizionale prendi la misura, tagli la forcella e usi gli spessori sotto l’attacco se necessario. Se vuoi alzare la piega per avere più comfort devi prendere gli spessori che hai sotto l’attacco manubrio e spostarli sopra, creando quella torretta orribile a vedersi. E se non la vuoi vedere devi tagliare l’eccesso del tubo forcella. Ma il taglio non è reversibile, una volta accorciata non torni indietro.

Invece un attacco così chiede solo che la forcella sporga di almeno 15mm dalla serie sterzo. Ma se il ciclista taglia in modo ne sporgano di più (cioè io taglierò), potrà alzare o abbassare la piega semplicemente svitando l’attacco, aggiungere o togliere spessori e non avrà mai l’orribile torretta che sporge. Ecco, questo intendo per soluzioni che non devono creare problemi. Una chiave a brugola, pochi minuti e la bici resta carina uguale e facilmente adattabile all’uso del momento. Con spessori dati insieme alla bici, massima semplicità.

Ancora non ho ordinato nemmeno il telaio che servirà a costruire il prototipo, ci sono mille dettagli da curare prima. E poiché nulla è ancora deciso non abbiamo nemmeno accordi con fornitori, quindi dobbiamo acquistare a prezzo pieno in negozio. Capirete che è un notevole esborso e quindi un poco di tempo a reperire fondi ci vorrà. Anche per questo stiamo studiando forme di finanziamento.

Poi la dovrò mettere in strada e testare diverse configurazioni. Io so che funzionerà, non chiedetemi come faccio. E’ come quando penso una bici per un ciclista e so come sarà mentre il proprietario proprio non riesce a immaginarla completa, ad averla chiara davanti agli occhi come la vedo io, pronta e finita.

Sto anche selezionando alcuni tester per avere altri pareri, persone di variegata esperienza e gusti differenti; proprio per sentire tutte le campane.

Non ho la più pallida idea di quale potrebbe essere il prezzo finale; certo non sarà regalata.

Ma la vera domanda, l’unica a cui non so dare risposta è: “Qualcuno comprerebbe una bici pensata e montata da me? E se si, perché?”.

Non lo so, ditemelo voi.

COMMENTS

  • Enzo

    Io la comprerei! Non fosse altro per la competenza tecnica e lo zelo con cui lavori.

  • io la comprerei perche condivido il progetto, il pensiero di elessar e soprattutto, l’arancio è il mio colore superpreferito ! grazie di esistere.

    • Elessarbicycle

      Bene, e siamo a due 🙂
      L’arancio in realtà non è il mio colore preferito ma, almeno nella mia capoccia, si intona bene coi componenti che ho scelto e con l’idea di bici molto semplice che sto cercando di mettere in strada.
      Appena finito di sistemare il blog, c’è ancora parecchio che non va come vedi, scriverò un articolo per indicare come sarà montata, così vedremo se incontrerà gradimento.

      Fabio

  • Leggo molto ma non commento mai…Io comprerei la bici per i seguenti motivi:
    – potrei pedalare da subito sicura che tutto è perfetto
    -è arancione e la descrizione qui sopra è la quella della mia bici ideale da usare carica e scarica su qualsiasi terreno.

    Beatrice

    • Elessarbicycle

      Ciao Beatrice, e siamo a tre; non male per una bici che ancora non c’è 🙂
      Se mi date le misure vi ordino pure i telai 🙂 🙂

      Ho messo in crisi il mio socio quando gli ho letto il tuo commento: Beatrice, oibò Antonello, dobbiamo pensare alla sella da donna!

      Fabio

      • Almeno vi ho messo un po’ in crisi! 🙂 resto in attesa di novità.
        Una bici semi personalizzata mi piace assai!

        • Elessarbicycle

          Ciao Beatrice, in realtà hai messo in crisi Antonello.
          Perché quando si tratta di personalizzazioni che vuole lui, anche le più strampalate, non ci sono mai difficoltà. Quando le propongo io inizia con mille storie e mille difficoltà. Ma tanto lo faccio cedere e l’avrai con la tua sella, promesso 🙂

          Fabio

  • Francesco

    Il tuo blog e la sua cura dimostrano nell’assemblaggioe nella scelta di eventuali componenti.
    Tra l’altro preso il datatag , visto che la mia bici , artigianale ma usata, non avevava il numero di telaio (niente giri loschi, ma non l’aveva).Rispetto ad altri sistem che avevo sperimentato mi sembra il più completo e senza la necessità di rinnovare ogni 3 anni.

    • Elessarbicycle

      Ciao Francesco, ottima idea.
      Tra i vari sistemi ho deciso di pubblicare il Datatag perché lo trovo il migliore. Esiste un altro sistema ma prevede la fresatura del telaio e francamente l’idea di incidere il prezioso telaio della Elessar che verrà mi fa inorridire…
      Oltre al fatto che dopo aver deturpato la bici non hai nemmeno la banca dati internazionale.

      A proposito, colgo l’occasione per dirvi che stiamo pensando di “Datataggare” le bici che farò, cioè fornirle con già adesivi e chip montati, al ciclista toccherà solo la registrazione.
      Non so se sarà una iniziativa gradita, io credo di si ma tanti dettagli li decideremo insieme, come feci col libro che nacque col vostro costante aiuto.
      Devo solo trovare il tempo di finire di sistemare il blog, per ora pubblicare è ancora complicato, alcune cose non funzionano come dovrebbero; e poi discuteremo tutti insieme la bici che verrà 🙂

      Fabio

      • Francesco

        Il datatag funziona bene , mi sono fatto anche la torcia UV per controllare il lavoro .L’unica avvertenza è di passare bene , ma senza esagerare, il liquido sulla mascherina per avere caratteri nitidi.Ma senza esagerare o sono guai!

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