Al peggio non c’è mai limite

Tempo di lettura: 2 minuti

Al peggio non c’è mai limite. Tanto da farmi violare in una volta sola due regole di questo blog: mai scrivere di politica e mai pubblicare il 17.

E vabbè, c’è sempre una prima volta.

Cosa mi ha fatto sobbalzare? Dovrei rispondere la stupidità ma sono mesi che ci circonda, con questa classe dirigente di così basso livello che, un poco tutti, ci stiamo abituando.

A Prato l’attuale sindaco intende investire parte dei contributi per la mobilità sostenibile a favore di una ciclabile.

Al solito quando si parla di ciclabili spuntano sempre i servi sciocchi che sbraitano contro, perché si riduce lo spazio per le auto, ne risente il commercio, le mamme coi bambini: insomma ogni volta assistiamo al solito campionario di idiozie.

Stavolta c’è un elemento in più e a mia memoria è la prima volta: la ciclabile non s’ha da fare perché serve ai migranti!

Si, avete letto bene.

Lo sostiene tale Patrizia Ovattoni, appariscente esponente della Lega, partito di governo. Nella sua Prato non vuole le ciclabili giacché “Servono solo ai migranti. Noi pratesi a lavorare ci andiamo in macchina“.

E siccome io mi fido dei giornali ma una svista sempre capita, mi sono andato ad ascoltare prima l’audio della sua dichiarazione resa durante la trasmissione radiofonica La zanzara di Radio 24 e poi spulciato articoli della stampa locale in cui ribadiva a più riprese questa posizione. Non la chiamo idea, questa presuppone un pensiero.

Prato, Toscana: terra sanguigna e patria di tanti ciclisti e alcune delle più belle manifestazioni del nostro mondo, basta citare l’Eroica.

La signora o signorina, non so, si è poi pubblicamente scusata, che in questo mondo social significa pubblicare un post su Facebook.

Ovviamente si dichiara mica razzista e forse le credo. O lei ci crede.

Perché, come sempre, c’è da andare oltre le parole, oltre l’apparenza.

Tutti subito hanno visto il razzismo, l’intolleranza verso i migranti e questi ci sono, checché ne dica l’esponente leghista.

Nessuno si sofferma su un dato, che è culturale e comune a molti amministratori: i ciclisti sono sfaccendati.

Si, perché ascoltate con attenzione le parole della signora: chi ha da fare, chi lavora, si sposta in auto; la bici è per chi sta lì a perdere tempo.

Basta vedere come in tanti Comuni siano state create ciclabili o parodie di ciclabili con la convinzione di stare offrendo uno spazio per giocare a chi non ha altro da fare tutto il giorno.

E’ questa la mentalità dominante, chi lavora e produce deve potersi spostare velocemente in auto, chi è un perdigiorno andasse in bici ma, preferibilmente, fuori dai coglioni.

In tanti hanno dato dell’idiota alla Ovattoni: io no, nel suo accostamento è stata geniale. Cosa c’è di più dirompente per l’immaginario collettivo del migrante sfaccendato che pedala tutto il giorno? Quale simbolismo più forte in questi tempi bui, di sonno della ragione?

Ma, sia chiaro, il fatto sia stata abile in questa trovata di marketing politico non la rende migliore di ciò che è.

Buone pedalate, ovviamente sfaccendate.

Copyright immagine di lancio in home page
Autore:Alessio Coser fotografo
Ringraziamenti:© FOTO ALESSIO COSER
Copyright:© FOTO ALESSIO COSER

 

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Giulio

    Mala tempora current!

  • stefano

    Ma chi t’ò fà fà??!!…Ciao.

  • edoardo

    Mi indigna ma non mi sorprende. Se vi piacciono le sue idee vi regalo anche questa:

    “Buongiorno,
    noi della Lega Nord abbiamo sempre difeso la caccia come pratica storica, identitaria e culturale, fatta per bene da gente per bene. Quando c’erano più cacciatori a difendere la qualità della vita dei boschi, dei prati, delle foreste, non c’erano tutti i disastri che ci sono oggi. Quindi sono pienamente a favore delle persone perbene che devono poter portare per diletto, per passatempo, quello che ritengono nelle loro tasche.
    Condivido e appoggio il vostro programma e sono pronta a sostenere le vostre richieste.
    Cordiali Saluti
    Patrizia Ovattoni , candidata capolista a Prato al consiglio regionale”

    Non so voi, ma per quanto capisco io del pensiero della nostra Patrizia, mi sembra di comprendere che lei ritenga che i cacciatori difendano la qualità della vita dei boschi, dei prati, delle foreste portandosi dietro qualcosa nelle loro tasche dove, non potendoci entrare i fucili, forse lei immagina portino per diletto e passatemo delle pistole.

    Voi interpretate in altro modo questo suo bel pensierino ?

    Detto questo aggiungo che io non sono pregiudizialmente contrario alla caccia ma in questo periodo, in cui nei boschi si spara ai cinghiali, io mi tengo lontano dai boschi ed uso solo la bici da strada cercando con attenzione quelle con poco traffico; vita pericolosa per i ciclisti (ma peggio per i migranti).

  • Valentino

    Questa volta mi auguro che sia stato un po un autogol, ho letto che ha ricevuto molte critiche anche dal suo stesso partito. Penosa la parte in cui difende a spada tratta le mamme che portano i figli a scuola in auto, dando per scontato che sia l’unica opzione possibile. Poi magari, visto che non possono perdere tempo, ne approfittano per truccarsi guidando in mezzo al traffico e pazienza se tirano sotto uno sfaccendato in bicicletta !
    L’importante è che non ci stanchiamo noi ciclisti a 360 gradi di incazzarci sempre, di stupidi ce ne saranno sempre nel mondo… (uno per tutti: Trump e il suo atteggiamento rispetto ai cambiamenti climatici)

  • gianluigi

    Ci sono ben altre castronerie ostentate senza vergogna. Contento di condividere il fastidio con qualcuno. Un elemento in comune in più, oltre alle due ruote.

  • Ciclista Sdraiato

    Sarà che quando ho ascoltato le brillanti (come bigiotteria) dichiarazioni di Ovattoni a Radio24 ero in piena sonnolenza postprandiale, ma non ho trovato molto intelligente difendere la propria posizione con una frase tipo “Quando sono andata in bici mi stavano tirando sotto”… Alla mia mente annebbiata è sembrato un motivo in più per costruire una bella pista ciclabile. O no?

  • …sed peiora parantur.

  • Elessarbicycle

    Ho scritto questo breve post sull’onda emotiva, ma al momento di dare il comando “Pubblica” ho avuto un attimo di incertezza.
    E’ così difficile nell’aggressivo mondo della rete conservare una oasi di tranquillità come è questo blog e il pensiero di essere poi proprio io a rovinarla mi ha bloccato.
    Ma mi sono anche reso conto che qui passano e restano persone con tanto sale in zucca e non si sarebbe scatenata alcuna guerra di religione. Come i commenti dimostrano.
    Grazie a tutti voi

    Fabio

    • Paolo Mori

      Sì, ma quanti commenti “indinniati” hai dovuto censurare? Oltre al solito spam, intendo 😀 Non ci credo che nessuno abbia tentato di scatenare un bel flame…

      • Elessarbicycle

        Nessuno Paolo; e se anche ci fossero stati, non li avrei censurati. Gli unici commenti che ho cancellato su questo blog da quando è nato sono stati quelli che offendevano altri lettori.
        Sembra strano vero? Tanta quiete e serenità e credimi, le visite ogni giorno non sono poche.
        Meglio così.
        Lo spam è diverso, ma quello non lo cancello io, lo blocca direttamente il sistema. A volte pure commenti che spam non sono ma è necessario avere barriere forti. Più che lo spam il vero problema sono i tentativi di intrusione, una media di 1660/1800 al giorno. Molto fastidioso.

        Fabio

        • Paolo Mori

          Allora non so che dire… complimenti, a te e ai lettori. Sarà la lunghezza degli articoli che tiene i rompiscatole alla larga? Probabilmente è l’ultimo angolo dell’internet in cui ancora non è comparso “eallorailpiddì?!?” (ormai risposta universale, che si parli di politica o altro) XD

          • Elessarbicycle

            Ci hai visto giusto Paolo; la lunghezza degli articoli non è semplicemente un mio vezzo.
            La maggior parte, se non la totalità, di chi sbraita di solito non va oltre una foto e nemmeno la comprende.
            Chi viene qui invece, volente o nolente, deve accendere il cervello. Altrimenti scappa.
            E a me sta bene così.

            Fabio

  • Giovanni

    Purtroppo abbiamo i governanti che ci meritiamo perchè sono lo specchio di ciò che siamo ora. viviamo all’ombra di un passato glorioso, quando eravamo Roma, passato che non sappiamo neanche goderci, siamo convinti di aver inventanto il calcio e le prendiamo di santa ragione in ogni coppa o torneo ect ect. Mi sà che siamo rimasti gli ultimi ad amare il sacrificio e lo spirito di abnegazione ed in questo il ciclismo ha tanto da insegnare.

  • Giovanni

    Il nostro peccato è quello di non darci appuntamento davanti al palazzo del Governo manifestando a gran voce il nostro dissenso. Ogni tanto penso che noi che ci indignano ancora dovremmo alzare la voce. Quanto ho ammirato quel ragazzo cinese davanti alla colonna dei carro armati o i ragazzi turchi stretti in quel piccolo parco etc
    Giovanni

  • Alex

    Dichiarazioni semplicemente deprimenti; sarà mica vero il contrario, che le nostre città sono solcate
    quotidianamente da persone che vanno in auto perchè altro non hanno da fare? A me sembra
    proprio di sì. Inoltre, perchè il concetto non viene mai esteso a quei personaggi che amano rovinare la
    vita agli altri in sella a moto fracassone? Tutti sanno che questi lo fanno solo per il gusto di farlo,
    mica ci vanno ” lavorare” su quei loro “cosi” metà moto e metà mietitrebbia (per il fracasso…).

    Però…in che senso è da mesi che la stupidità della politica ci circonda? Non mi si dica che negli anni
    precedenti abbiamo visto l’ intelligenza all’opera…le piste ciclabili sono sicuramente importanti, ma
    anche fare la manutenzione ai ponti autostradali.

    Riguardo alla caccia è noto che le regioni storicamente “rosse” sono anche quelle che altrettanto
    storicamente hanno avuto e hanno la maggior diffusione di praticanti cacciatori. Dico questo per dire
    che è pura illusione pensare che la mentalità giusta per affrontare i problemi sia presente da una
    certa parte dello schieramento politico ma non dall’ altra e c’è il rischio di fare scelte sbagliate. Io ormai
    la penso così: chi si mette in politica è animato al 50 per cento da motivazioni ideali e per la restante
    metà da interessi personali; il fatto è che, proseguendo nella carriera, sono sempre quest’ ultimi a
    prevalere. In altre parole, direi che è una fortuna che non esista il partito unico della bicicletta: a ben
    guardare quel che è stato fatto – politicamente – negli ultimi, anni i nemici della mobilità sostenibile
    sono ben distribuiti. Io sono di Milano, secondo la “vulgata” mediatica dovrei abitare in una città meravigliosa, ecologicamente all’ avanguardia, tanto che addirittura uno dei tre tg nazionali ha dedicato la propria scenografia alla stessa città di Milano, come esempio – evidentemente – di “buon governo”.
    Chiunque, pedalando per Milano, può rendersi conto di come sia praticamente impossibile definire
    questa città ciclisticamente evoluta, di come la scelta di utilizzare la bici per gli spostamenti
    quotidiani sia invece molto rischiosa per la propria incolumità e sia solo dettata da una scelta di
    campo culturale e non certo perchè sia facile divertente ed economico (come dovrebbe essere
    invece). Alla fine, è forse più nemico della bicicletta chi pratica continuamente l’ ipocrisia politica
    rispetto a chi sbaglia semplicemente tutto di quel che dice.

    • Elessarbicycle

      Ciao Alex, se per ipotesi di scuola volessimo accettare come vera la propaganda che tutti i mali del mondo sono figli dei precedenti esecutivi, resta il fatto che l’unica legge quadro in materia ciclistica è stata voluta da un Governo non più in carica. Mentre un esponente di uno dei due partiti al comando preferisce diffondere le chiacchiere che hanno generato il mio scritto.

      Vedi Alex, questo blog nacque anche con la volontà di far piazza pulita delle tante leggende metropolitane che ammorbano il nostro mondo a pedali. All’epoca l’espressione fake news era ancora di là a venire. Non io, che in 30 anni dacché scrivo ho sempre tenuto conto solo della verità. La propaganda, da qualunque parte venga è e resta tale: il nulla.

      Fabio

  • Giovanni

    Personalmente, come molti che scrivono, ho visto l’evoluzione del ciclismo ma anche quello della politica. Siamo passati dai discorsi illuminati di De Gasperi, le tribune politiche in cui Berlinguer Almirante Iotti Andreotti,si affrontavano con sottile ironia e tagliente intelligenza alle urla in studio di adesso da parte di esponenti politici che sono una pallida copia di quelle figure. Allo stesso modo dalle imprese di Valetti Coppi Bartali Gaul Moser Pantani siamo passati al “sistema Armstrong”. Almeno nel ciclismo qualcosa sembra migliorato rispetto a quel recente passato nella politica nutro qualche dubbio.

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