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Già, ci siamo: il blog ha ufficialmente superato il milione di visite. Ne mancano all’appello un quaranta per cento circa, ma tra traslochi, cambi di dominio, aggiornamenti, blocchi forzati e reinstallazioni varie il contatore si è azzerato diverse volte. Al netto di tutto posso dire che questo numero di visite è stato totalizzato in circa quindici mesi. Un bel risultato per quello che ho sempre definito un blog di nicchia, che rifugge dalle facili mode e ha scelto una strada diversa, non sempre vincente nella frettolosità delle rete.

Una soddisfazione, non lo nego; una soddisfazione possibile solo grazie a voi che leggete. Chi scrive non esisterebbe senza i lettori e mi ritengo fortunato nell’avere un uditorio sempre attento.

7007-bicicletta-testaNon ho mai condiviso la teoria di diversi Direttori con cui ho lavorato per cui i lettori in fin dei conti sono “di bocca buona” e accettano passivamente qualunque cosa gli proponi. Compreso i finti articoli che mascherano pubblicità o i copia e incolla dei vari uffici stampa. Certo, nel vedere la scarsa attenzione che troppi dedicano a informarsi in modo corretto, lasciandosi abbindolare da qualunque sciocchezza viene propagata soprattutto sui social, tutti i torti non posso dar loro. Eppure da sempre sono stato convinto che naviga un pubblico di teste pensanti, semplicemente non trova approdi sicuri.

Sfidando l’impopolarità e andando contro ogni regola del giornalismo in rete aprii questo blog. Decisi da subito di trasgredire la prima regola, il totem inviolabile: la brevità. In rete, mi dicevano (e dicono ancora…) bisogna essere sintetici, la gente sfoglia distratta, passa subito oltre in uno zapping costante e frenetico. Vero, senza dubbio. Ma, risposi (e rispondo…) se gli offri un articolo interessante, chiaro, ben scritto e piacevole da leggere sono convinto che qualcuno tarderà a cambiare schermata. Non tutti, ma come dissi una volta a me di avere visitatori nevrotici interessa nulla: io voglio lettori, concetto affatto diverso.

E decisi da subito che avrei provato ogni volta che fosse stato possibile a far piazza pulita di luoghi comuni e leggende metropolitane. Compito assai arduo, soprattutto quando vedo siti molto seguiti propagare senza ritegno colossali sciocchezze. E so, perché sono dinamiche che ho vissuto, che non è ignoranza: chi pubblica è consapevole ma preferisce offrire ciò che sa, o crede sapere, il pubblico vuole. Come quei segretari di partito che non inseguono una visione ma guardano i sondaggi del giorno, calibrando su loro la linea politica. Con l’esilarante risultato di pronunciare una settimana una cosa e la successiva il suo opposto. Ma il gioco gli vien facile perché, tranne rare eccezioni, manca da noi quella cultura del quarto potere di stile anglosassone per cui la stampa è il cane da guardia della democrazia. Rarissimo che un nostro compatriota giornalista chieda conto delle contraddizioni, preferendo limitarsi a registrare dichiarazioni.

Ma questo è in fin dei conti solo un blog di biciclettine, non diamogli più peso di quanto meriti. Qui si viene per svagarsi, non per filosofeggiare.

E ogni giorno sempre più di voi arrivano proprio per questo e ci restano, diventando lettori fedeli. Certo, mi piacerebbe più partecipazione in pubblico piuttosto che in privato, ma comprendo che un blog non è forum e la partecipazione diretta è complicata. Oltre alla possibilità di commentare un mio articolo non si può andare. E questo vi spinge a scrivermi in privato, alcuni con cadenza serrata. Una risposta arriva sempre, anche se ormai a rileggerle mi rendo conto di essere sempre più telegrafico. Non impreciso o frettoloso, quello no. Ma insomma, lo stile è proprio quello di un telegramma. Il fatto è che sono tante mail da seguire, tanti progetti, dubbi, perplessità e anche semplici curiosità e io sono solo.

4565 Blogger factotum 01Di questo blog sono Direttore, Redattore capo, Redattore, Segretario di redazione, Correttore, Grafico e Fotografo; manca solo il Direttore responsabile ma giusto perché non ho mai registrato la testata in Tribunale, seppure ne abbia i requisiti. Solitudine causata molto dalla mia incapacità a delegare: se devo fare una sciocchezza voglio essere certo di chi sia il colpevole. Altrettanto per la mia insofferenza a chiedere ad altri di dedicarmi il loro tempo.

Ma non mi lamento, ci mancherebbe. La scelta è mia, nessuno mi impone di  tenere il blog e gestire la corrispondenza. Che è preziosa perché inesauribile fonte per spunti e idee. Il contraltare è che la mole di posta da sbrigare non mi consente di dedicare tempo ad altro, col risultato di una cartella nominata “Articoli in lavorazione” che cresce a dismisura: in questo momento conta l’imbarazzante coda di cinquantadue articoli possibili. Non tutti vedranno la luce, è vero; è un archivio da cui pesco di volta in volta e cancello anche, se ritengo di poco interesse. Ma fino a un anno fa era raro la giacenza superasse la decina di articoli, riuscivo a smaltire con celerità.

7008-bicicletta-copertinaCol tempo a disposizione vale il vecchio adagio della coperta troppo corta: se tiri da un lato ne scopri l’altro a meno di non essere maestri dell’uncinetto come il proprietario (o proprietaria) della bici qui di fianco. Le ore che posso dedicare alle bici, e qui ricomprendo tutto, dal pedalare allo scrivere passando per l’attività della microfficina, quelle sono. Da qualche parte devo tagliare e ho già da tempo usato le cesoie per sfrondare, mio malgrado, proprio l’attività della microfficina. Ormai svolgo in prima persona pochissimi progetti, scelti non in base alla loro qualità ma selezionati sulle persone. Una scelta obbligata dopo diverse disavventure, con la sparizione di materiale e attrezzi.

In qualche caso ho peccato io, selezionando diciamo così le persone sbagliate. Tantissimo tempo dedicato, francamente sprecato. Ma non si smette mai di imparare e io, almeno questo, a volte riesco a ricavare qualche lezione dai miei errori.

Non un errore ma una leggerezza si l’ho commessa lo scorso inverno, sottraendo tempo alle uscite sui pedali per dedicarmi alle altrui bici e alla corrispondenza. Vero che ho avuto mesi difficili con la mia salute ballerina e quindi forza per far girare le zampe ce ne era poca, ma più di una volta rinunciai a uscire per sistemare un componente, modificarne un altro, personalizzare qualcosa. Col risultato di trovarmi all’arrivo della bella stagione in uno stato di forma davvero pessimo, e la cosa è stata fastidiosa; non perché inseguissi chissà che prestazione, ma perché se esco in bici e dopo due ore sono a pezzi il giro non me lo godo. A me di pedalare 50 km in piano interessa poco. Se trovo una strada nuova, una salita mai scalata, un panorama diverso io voglio andarci in bici, anche se ci vogliono sei ore. E quindi voglio avere la gamba per farlo.

Ma non è solo questo. Pedalare è il mio modo per ricaricarmi, per eliminare lo stress e rinnovare l’energia da investire nelle altre attività. Se sto fermo, tutto ne risente. Mi passa la voglia di lavorare alle bici, al blog e ai tanti progetti sempre in ballo in attesa di definizione. L’altro giorno l’amica Claudia mi ha inviato un breve testo, raccontandomi che lo aveva elaborato mentre pedalava; le ho risposto che i miei articoli migliori, ammesso ce ne siano di decenti, li ho pensati proprio mentre frullavo le gambine. Una volta a casa riversarli sul pc è stato semplice.

7006-elessarE più di tutto voglio godermi la mia Elessar; non la mia unica bici, sicuramente la più amata. Ha faticato a farsi accettare dal suo ideatore, seppure la trovi affascinante resta pur sempre una bici arrivata per sostituirne una altra costruita dandole il cuore. Nei primi giorni di convivenza ogni colpo di pedale richiamava il paragone con la sorella malamente sottratta. E’ da poco che inizio a vederla per quel che merita, senza l’ombra dell’ingombrante omonima a oscurarla. E inizio a sentirla mia, finalmente.

Tutto questo non significa che sto ritirando il mio impegno dal blog; come la produzione degli ultimi giorni dimostra, sto dandomi da fare, smaltendo anche parte dell’arretrato. Continuerò a mantenere il blog su diverse rotte: sempre di bici parlerò ma non darò spazio solo alla tecnica o solo ai test e mi concederò sempre qualche piccola divagazione per spezzare l’eccessività seriosità dei toni. Insomma, questo blog proseguirà sulla linea di affrontare più di un aspetto della vita sui pedali.

Ma non programmerò, lasciando all’estro del momento ogni decisione. Mi sono reso conto che tutte le volte che ho pianificato non sono mai riuscito, per tanti motivi, a mettere poi in pratica le buone intenzioni. Avete sempre mostrato commovente pazienza con me, sono certo non mi mancherà il vostro sostegno per festeggiare insieme il raddoppio del traguardo appena raggiunto.

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Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Adriano

    In taberna quando sumus, non curamus quid sit humus, sed ad ludum properamus, cui semper insudamus…..

    auguri!

    • Elessarbicycle

      L’importante è che “…Sic nos rodunt omnes gentes, et sic erimus egentes”.
      Mappete che snob intellettuali che siamo 😀 😀
      E poi dicono che ai lettori si può dare in pasto qualunque cosa, tzé. 😀

      Fabio

  • Giovanni

    La “commovente pazienza” è quella che hai tu verso i nostri dubbi, curiosità, luoghi comuni, fisime. Non smetterò mai di ringraziarti nell’avermi rimesso, assieme al mio fraterno amico Biagio, sui pedali. Mi hai fatto crescere, mi hai ripulito dal “si dice che” e mi godo ora tutta libertà sui pedali che la ritrovata possibilità fisica e tu mi avete ridato. E rimanendo sul tema..Ut desint vires, tamen est laudanda voluntas…..

    • Elessarbicycle

      Ciao Giovanni, se c’è volontà anche la gamba arriva, è solo questione di essere costanti. Poi come ti ho detto in privato ogni ciclista è storia a sé e per questo non ho mai pubblicati tabelle di allenamento, sarebbero fuorvianti. Ma per chi come noi cerca solo di avere forza sufficiente a godersi la bici e non insegue traguardi agonistici seguire un programma specifico è pure inutile. In sella e pedalare, va bene così.

      Fabio

  • Andrea

    Complimenti per il traguardo, ampiamente meritato tra l’altro! Questo blog è un’isola di chiarezza, dove i luoghi comuni non hanno cittadinanza. Ben vengano gli articoli di divagazione dal lato puramente tecnico, quando un articolo è scritto bene può parlare di qualsiasi cosa 🙂

    • Elessarbicycle

      Ciao Andrea, grazie per le tue gentili parole. Si, questo blog è una isola, più che di chiarezza io la definisco di pace perché qui non troviamo le solite guerre che imperversano nei forum. Qualche volta mi sono spazientito, ma sono umano.
      In privato però è diverso, l’effetto collaterale di tanti accessi è ricevere messaggi di chi nulla ne capisce e pontifica basandosi solo sui “si dice” o di chi da tempo legge solo per la speranza di scovare qualche errore a cui inchiodarmi. Per fortuna mia sono pochi e per fortuna di tutti si limitano alle mail, evitando di inquinare il blog. Ma succede, è nelle dinamiche della rete ed è qualcosa che sapevo sarebbe accaduto decidendo di pubblicare. Ovviamente non gli do alcun peso.

      Fabio

  • michele

    Ciao Fabio, complimenti per il traguardo! Credo anche nel raddoppio delle visite in poco tempo 🙂

    Ti volevo ringraziare anche per l’enorme pazienza che hai, è vero che rispondi (purtroppo) in modo telegrafico, ma rispondi sempre, anche ad email con “cadenza serrata”.. 🙂

    grazie!

  • Fabio, complimenti per il traguardo. Non credo che chi, come me, ha un certo tipo di passione per la bici – e con questo intendo una passione “pura” che travalichi i tecnicismi estremi, lo sport esasperato e le varie manie settoriali – possa trovare un migliore approdo nel grande mare della rete. Non sono sempre d’accordo su tutto. Ad esempio a me piace anche la MTB e la piega da corsa non la vedo ideale su qualsiasi mezzo… Ma mi piace leggere le tue opinioni e confrontarle con le mie, perché espresse da una persona competente, intelligente e che sa argomentare correttamente i propri punti di vista. Oltre a darmi una gran mano nei progetti di assemblaggio o personalizzazione. Quel milione conferma che siamo in tanti a pensarla così… Saranno solo biciclette, ma … che biciclette! Avanti così!

    • Elessarbicycle

      Grazie Ricky, tranquillo non sei il solo a non essere d’accordo con me: nemmeno io condivido le mie opinioni 😀
      Scherzi a parte, Mtb e piega rientrano tra le preferenze personali, non credo qualcuno possa trovare sul blog anche una sola parola contro chi invece guida una Mtb o usa una flat da parte mia. Ed è questo, al di là di ogni contenuto tecnico presente sul blog, che cerco di trasmettere: pedalate, in qualunque modo e su qualunque mezzo, solo questo conta. E se imparate anche ad averne un minimo di cura, della bici come di voi stessi, è meglio.
      Non amo le sette, le divisioni, le tribù, i fondamentalismi. Siamo tanti così? Forse, e suppongo che chi arriva qui e ci resta lo faccia anche per un comune sentire. Purtroppo però nel mare magnum della rete a far più chiasso sono sempre quelli che sbraitano di presunte superiorità di un tipo di ciclista rispetto ad un altro. Ma per nostra fortuna qui non trova spazio 😀

      Fabio

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